Ripensando al passato e agli strumenti che ci consentivano di ascoltare la musica, le musicassette sono diventate un cult e alcune sono valutate moltissimo: i dettagli
A volte ci fermiamo a pensare al passato, a quando eravamo adolescenti e a quanto sia cambiato il mondo da allora. Il progresso tecnologico ci ha proiettato in un momento storico incredibile da tutti i punti di vista e l‘avvento di Internet ha rivoluzionato la comunicazione mondiale e non solo.

E quindi via libera ai cellulari, ai pc, ai tablet che sono entrati prepotentemente nella nostra vita mandando in soffitta tutti gli strumenti che utilizzavamo prima. Uno dei settori che è stato letteralmente stravolto dalla tecnologia è quello musicale dove i supporti come i dischi in vinile sono un lontano ricordo, prima soppiantato dalle cassette e poi dai cd. Oggi la musica si ascolta in streaming e basta un cellulare o una smart tv.
L’evoluzione dei supporti musicali
All’inizio gli strumenti di riproduzione musicale erano programmati per un singolo brano, poi si crearono memorie differenti e intercambiabili ed arrivarono i carillon. L’evoluzione da allora è stata esponenziale e si è passati dagli strumenti meccanici all’innovazione della registrazione che permetteva di riprodurre ogni genere di suono. Da questo momento prendono vita il fonografo, il grafofono, il dittafono sino ad arrivare al grammofono.
Si passa alla microincisione su dischi prima realizzati in materiale plastico poi in vinile, e i formati utilizzati furono i 78 giri, i 45 giri e infine gli LP a 33 giri, con una larga diffusione sino agli anni novanta, quando comparvero le prime musicassette, supporti fonografici a nastro magnetico.

Furono un autentico successo grazie al loro formato tascabile e la facilità di utilizzo e divennero i supporti preferiti degli adolescenti di tutto il mondo specie dopo l’avvento dei walkman, i primi lettori musicali portatili, che consentivano di sentire la musica ovunque. L‘era delle musicassette finì con l’introduzione dei Compact Disc che ridussero il rapporto tra le dimensioni del supporto e la quantità di dati immagazzinabili.
Le musicassette da collezione
Il mito delle musicassette è rimasto vivo nei ricordi di chi ha passato l’adolescenza ascoltando i brani preferiti attraverso il mangianastri ed alcune di queste sono diventate oggetto di culto molto ricercato dai collezionisti con valori davvero esorbitanti,
Se trovate infatti una cassetta per esempio di Vasco Rossi degli esordi intitolata “Ma cosa vuoi che sia una canzone”, stampata in poche copie, oggi vale più di 1000 euro. Allo stesso modo e con lo stesso valore si colloca “Fetus” del grande Franco Battiato, che all’inizio della sua carriera ebbe una fase di sperimentazione di musica elettronica che riversò su questo lavoro introvabile.

Anche Lucio Battisti entra a pieno titolo tra gli autori di cassette preziose e di valore, in particolare il disco “Il nostro caro angelo” che rappresenta un ottimo esempio di qualità di registrazione e per questo considerata un vero cult del settore con un valore stimato tra i 300 e i 700 euro.
Altre cassette italiane da collezione
“Morimmo a stento” di Fabrizio De André fu uno dei lavori più importanti del cantautore genovese e una copia della cassetta oggi può valere sino a 800 euro. In questo panorama di oggetti da collezione si inserisce anche un album dei Litfiba, gruppo storico a trazione Piero Pelù che pubblicarono “Desaparecido” nel 1985, oggi quotato tra i 200 e i 500 euro.