Sta circolando nelle ultime settimane “la truffa del doppio Spid”, pericoloso raggiro che prende di mira gli utenti rubando loro stipendi, pensioni e altre prestazioni economiche.
Da diversi anni, le forze dell’ordine e diversi enti raccomandano ai cittadini di fare attenzione alle varie truffe che circolano, soprattutto sul web. Il fenomeno nel nostro Paese si sta espandendo a macchia d’olio e gli escamotage utilizzati dai criminali sono sempre più affinati e difficili da individuare per gli utenti.

Fra questi, uno in particolare è stato segnalato di recente da vari utenti: stiamo parlando di quella che è stata già ribattezzata come “la truffa del doppio Spid”. Ad illustrare come funziona questo raggiro è stato l’esperto Marco Camisani-Calzolari che, attraverso un post pubblicato su Linkedin, ha spiegato come questa truffa può essere messa in atto anche da chi non è un esperto informatico divenendo molto insidiosa.
Truffa del doppio spid, come funziona il pericoloso raggiro
In queste ultime settimane si sente sempre più parlare della cosiddetta “truffa del doppio Spid”, un raggiro escogitato dai criminali con l’intento di rubare prestazioni economiche come pensioni, stipendi, Assegno Unico, ma anche i rimborsi del 730.

L’esperto Marco Camisani-Calzolari, con un post pubblicato su Linkedin, ha voluto mettere in guardia gli utenti spiegando anche come funziona questa pericolosa frode, nata da una falla nel sistema Spid. In particolare, i criminali dopo aver rubato o reperito sul web un documento d’identità della vittima, creano una seconda Identità digitale a nome dell’utente, ma con un provider diverso ed inserendo un altro numero di cellulare ed un altro indirizzo di posta elettronica. A quel punto, i truffatori riescono ad accedere ai portali ufficiali, come Inps, NoiPa ed Agenzia delle Entrate, e cambiano l’Iban facendosi accreditare gli importi.
Come nasce questa truffa
Questa truffa, purtroppo, nasce da una falla del sistema Spid che consente ad una stessa persona di avere più identità digitali con provider diversi. Non solo, il raggiro è molto insidioso perché l’utente si accorge di quanto accaduto solo dopo, dato che l’attivazione di uno nuovo Spid non disattiva automaticamente quello in possesso della vittima. Chi è stato preso di mira, dunque, continua ad utilizzare la propria identità digitale senza sospettare nulla sino a quando non vedrà il mancato accredito delle prestazioni economiche spettanti.

Inoltre, Marco Camisani-Calzolari spiega che per mettere in atto questa truffa non serve un hacker o un esperto informatico, dato che la creazione di un nuovo Spid richiede pochi passaggi e reperire documenti non è così difficile: su Telegram è possibile acquistare pacchetti di documenti italiani in vendita con pochi euro ed accessibili con pochi click.
Come difendersi
L’esperto ha poi fornito qualche consiglio per proteggersi da questa pericolosa truffa. Il primo è quello di verificare spesso il proprio Iban, soprattutto in questi giorni, sui portali ufficiali. In caso di modifiche, segnalare subito quanto accaduto. Non bisogna, inoltre, mai inviare documenti online, ma utilizzarli solo su siti ufficiali. Infine, è importante attivare l’autenticazione a due fattori proteggendo il proprio account dai criminali.