Dazi Trump, aumento dei prezzi e cosa accadrà in Italia

Sono scattati di dazi reciproci globali annunciati da Donald Trump: qual è il quadro e cosa cambia per l’Italia. Le proiezioni non sono positive

Donald Trump è pronto a rivoluzionare gli Usa. Tra le diverse iniziative annunciate dal nuovo presidente, diventa realtà quelle dei dazi reciproci globali. A partire dal 3 aprile, infatti, sono scattate delle tariffe diversificate per “i Paesi di tutto il mondo”.

Dazi Trump
Trump e la presentazione dei dazi (Giustizia-lazio.it)

Nessuno escluso, dunque, e anche l’Europa e l’Italia ne saranno colpiti. “I dazi saranno molto più generosi di quelli che sono stati imposti a noi nel corso dei decenni – ha detto il taikun – ci hanno fregato, noi saremo molto più gentili con loro di quanto loro siano stati con noi”.

Al via i dazi reciproci globali Usa

“Oggi è il giorno della Liberazione, l’America sarà ricca di nuovo” con queste parole Donald Trump ha annunciato l’entrata in vigore da giovedì 3 aprile, dei nuovi dazi reciproci globali. Le tariffe saranno diversificate in base ai Paesi e toccheranno anche l’Unione Europea.

Per il Vecchio Continente le tariffe saranno del 20%, una delle soglie più basse se confrontate con quelle del 46% per Vietnam, 32% per Taiwan, 34% per la Cina e 10% per il Brasile. La tariffa base sarà per tutti del 10% e sarà attiva dal 5 aprile.

dazi Usa
Donald Trump, presidente Usa (Giustizia-lazio.it)

Dal 9 aprile entreranno in vigore, invece, i dati destinati ai “worst offenders”, i 60 Paesi ritenuti dagli Usa peggiori ai quali saranno applicate altre tariffe rispetto a quelle minime. Una strategia, questa, descritta dalla Casa Bianca come necessaria per risanare le finanze americane e riequilibrare il deficit commerciale degli Stati Uniti. Trump dal canto suo ha parlato di “un vero giorno storico” con una “dichiarazione di indipendenza economica”.

Le conseguenze per l’Italia

Parliamo di dazi, ma sappiamo nel dettaglio di cosa parliamo? Di imposte che vengono applicate ai prodotti stranieri nel momento in cui valicano i confini nazionali. I prezzi di quei beni, dunque, lievitano risultando così meno convenienti rispetto a quelli nazionali.

L’Europa, ed in particolare l’Italia, saranno tra i Paesi più colpiti dai dazi americani in quanto si importano in America una grande quantità di beni. Si parla di circa 65 miliardi di prodotti venduti.

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Cosa può succedere all’Italia (Giustizia-lazio.it)

I settori più compiti saranno quelli dell’auto, i farmaceutici e gli alimentari. Sulle automobili non prodotte negli Stati Uniti da giovedì 3 aprile i dazi in vigore saranno del 25%.

Le proiezioni nefaste di Confindustria

Il Centro studi di Confindustria ha già iniziato a studiare la situazione ed in occasione della presentazione del suo Rapporto di Previsione di Primavera, ha detto chiaramente che i dazi non saranno per nulla positivi per il nostro Paese. Potrebbero far diminuire il Pil italiano dello 0,4% nel 2025 e dello 0,6% nel 2026. Dati che spaventano e che mostrano come la crescita attesa per i prossimi anni si potrebbe fermare del tutto.

Come potrebbero reagire le industrie italiane ed europee? Se dovessero avere meno entrare dal mercato americano, potrebbero aumentare i prezzi interni? Lo scenario fa paura ma è tutto da studiare e monitorare.

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