La Legge di Bilancio 2025 ha previsto novità importanti riguardanti uno specifico bonus: scopriamo di seguito di cosa si tratta.
Il 2025 è un anno all’insegna di bonus e incentivi. Tra questi una novità importante riguarda il trattamento integrativo, introdotto nuovamente dalla Legge di Bilancio 2025.

Il trattamento integrativo consiste in uno strumento destinato ai dipendenti, grazie al quale possono contare su uno stipendio più alto. Scopriamo come questo è stato modificato recentemente.
Trattamento integrativo: come funziona
Chiamato anche bonus Irpef, grazie al trattamento integrativo i dipendenti possono avere su uno stipendio maggiore. Questa misura riguarda il taglio del cuneo fiscale ed è stata introdotta per la prima volta nel 2020 dal decreto “Cura Italia”. L’incentivo non è altro che un contributo in busta paga del valore massimo di 1200 euro annuali per quei lavoratori che rientrano in una determinata fascia di reddito.

Grazie a questo bonus la tassazione sulle buste paga è ridotta. Questo credito d’imposta è riscattabile tramite il modello 730 anche dai lavoratori atipici e permette di avere fino a 100 euro in più al mese nella busta paga. Inoltre, il trattamento integrativo ha come vantaggio il fatto che le cifre superiori percepite dai lavoratori non incidono sul loro reddito e ciò significa che non comportano imposizioni fiscali maggiori, potendo contare su un aumento del reddito non da poco, che può essere speso come si desidera.
Per quanto riguarda il trattamento integrativo questo spetta a lavoratori dipendenti, soci lavoratori di cooperative, ai dipendenti in cassa integrazione, collaboratori a progetto, tirocinanti e stagisti, lavoratrici in maternità con congedo, addetti alla pubblica amministrazione, sacerdoti e percettori di borsa di studio.
Non possono invece usufruirne i lavoratori autonomi, i pensionati e chi ha un reddito annuo sopra i 28mila euro. Il bonus è uno strumento del taglio del cuneo fiscale e viene corrisposto ogni mese in busta paga.
L’importo al quale si ha diritto deve essere richiesto dal lavoratore con un modulo ad hoc. Nel caso questi manchi sarà il datore di lavoro ad agire come sostituto d’imposta, dovendo corrispondere le somme in sede di conguaglio.
Bonus Irpef: le novità del 2025
Per quanto riguarda i cambiamenti del 2025 che sono stati previsti, entrano in ballo nuovi scaglioni relativi alle aliquote Irpef, distribuendo il bonus in modo differente rispetto al passato.

Nel dettaglio sono state previste 3 fasce di stipendio quali redditi sotto i 15mila euro, ai cui spetta l’importo totale del bonus, redditi tra i 15 e i 28, casi in cui il trattamento va a scalare, e sopra i 28mila euro, in cui non è prevista alcuna integrazione dello stipendio. Questo ultimo è il cambiamento più sostanziale del 2025, tenendo conto che un tempo il bonus irpef spettava fino a redditi fino a 40mila euro.