La Corte d’Appello dell’Aquila ha ribaltato la sentenza di primo grado e rimosso la riduzione dei risarcimenti per le famiglie delle vittime del crollo di Campo di Fossa.
A pochi giorni dal 16esimo anniversario del terremoto dell’Aquila, avvenuto il 6 aprile 2009, la Corte d’Appello dell’Aquila ha ribaltato la sentenza di primo grado che riguardava il crollo dell’edificio in via Campo di Fossa, dove morirono 24 delle 309 vittime complessive.

Il giudice di primo grado avevo stabilito la riduzione del 30% sui risarcimenti alle famiglie delle vittime per un presunto concorso di colpa: le persone che avevano perso la vita, secondo il giudice, aveva ritenuto “incauta” la decisione di rimanere all’interno dello stabile, considerati i segnali sismici della sera precedente alla tragedia e della stessa notte. Ora la Corte d’Appello, ribaltando la sentenza, ha rimosso la riduzione dei risarcimenti stabilendo che le famiglie dovranno percepire le somme integralmente.
La sentenza sul crollo di Campo di Fossa
Il 6 aprile 2025 ricorre l’anniversario del terribile terremoto che colpì l’Aquila nel 2009. Nella notte tra il 5 e il 6 aprile di 16 anni fa, un sisma di magnitudo 6,3 si verificò nel capoluogo abruzzese e nelle aree circostanti provocando centinaia di crolli che causarono 309 vittime ed oltre 1.500 feriti.

Ventiquattro delle vittime persero la vita nel crollo dell’edificio sito al civico 6/b di via Campo di Fossa. In merito, il tribunale di primo grado aveva stabilito la riduzione del 30% sui risarcimenti ai familiari delle vittime per un presunto concorso di colpa delle vittime. Secondo il giudice, la scelta di rimanere all’interno dell’edificio, poi crollato, era stata “incauta”, considerate le scosse registratesi la sera prima e la notte stessa della tragedia.
Una sentenza, definitiva choc da molti, che aveva sollevato una serie di proteste e manifestazioni nel capoluogo abruzzese.
La decisione della Corte d’Appello
A pochi giorni dal 16esimo anniversario del terribile terremoto, la Corte d’Appello dell’Aquila, come riportano varie fonti tra cui Il Messaggero, ha ribaltato completamente la sentenza di primo grado rimuovendo la riduzione dei risarcimenti.

Secondo la Corte d’Appello, la sentenza di primo grado ha avuto “un effetto dirompente” e non conteneva una motivazione adeguata ed una vera analisi della situazione concreta. Inoltre la Corte d’Appello ha ritenuto inaccettabile il fatto che chi si trovava dentro l’edificio avrebbe dovuto prevedere una scossa fatale basandosi solo su quelle verificatesi in precedenza. A questo si aggiunge, spiegano i giudici, che lo stabile crollò immediatamente dopo il terremoto, alle 3:32, circostanza che ha impedito qualsiasi tentativo di fuga. Per i giudici, dunque, le vittime non hanno alcuna colpa per quanto accaduto quella tragica notte tra il 5 e il 6 aprile 2009 e le famiglie dovranno ricevere i risarcimenti per intero.
La sentenza ha anche escluso responsabilità del Comune e del condominio e confermato quelle dei Ministeri dell’Interno e dei Trasporti, per la mancata vigilanza durante la costruzione, e degli eredi Del Beato, la cui azienda realizzò il palazzo crollato.