In arrivo un maxi risarcimento da parte delle banche, costrette a dover ridare i soldi a tutti. Una sentenza che rivoluziona tutto.
Secondo la Legge quando si tratta di investimenti verso le banche bisogna considerare il termine decennale, il problema però è capire – e questo aspetto è spesso viziato da dubbi – quando comincia a decorrere tale termine. A far scattare questo dubbio è la sentenza 32226/2024 della Corte di Cassazione secondo cui il termine decennale di prescrizione per agire e procedere con il risarcimento non decorre dal momento in cui si acquistano i titoli ma, da quando gli investitori hanno effettivamente appreso con certezza della perdita subita.

Questa è la massima da cui è scattata l’allarme; una vicenda giudiziaria che riguarda un investimento in obbligazione Lehman Brothers effettuata nel 2003 attraverso la Banca Popolare dell’Alto Adige. Nel caso di specie infatti gli investitori, gravati da poca esperienza finanziaria, si sono affidati alla banca per ricevere dei consigli ma questa buona fede non ha portato il risultato sperato in quanto si sono ritrovati a concentrare l’intero portafoglio su un unico titolo, il che si traduce in un rischio molto elevato.
Maxi risarcimento a carico delle banche
Nel 2008, quindi cinque anni dopo la stipula di questo investimento ad alto rischio, il gruppo Lehman Brothers fallisce portando la perdita quasi totale del capitale investito. Nel 2013, precisamente alla scadenza dei titoli, gli investitori non hanno ricevuto alcun rimborso in quanto sarebbero decorsi dieci anni dalla stipula. Gli eredi degli investitori hanno seguentemente ricorso alle vie legali citando in giudizio la banca chiedendo l’annullamento dei contratti sostenendo la violazione degli obblighi previsti dal regolamento Consob del ’98.

Ma la corte ha ritenuto insufficiente quanto presentato dagli investitori ritenute generiche ed inadeguate le informazioni sui rischi ricevute. E poi ha anche stabilito come l’intermediario dovesse avvisare dei pericoli collegati agli investimenti. Compresa la durata dei titoli e le incertezze derivanti dal mercato. Importante in tal senso comprendere quando parte il termine di prescrizione che quindi decorre dal momento in cui l’investitore conosce le conseguenze del suo investimento fallimentare e non da quando ha intrapreso l’investimento. Quindi il risarcimento è stato quantificato considerando il capitale investito, detraendo le somme recuperate tramite rimborsi derivanti dalle procedure di insolvenza.
Obbligo di risarcimento
Questa evoluzione giurisprudenziale potrebbe avere delle conseguenze nel settore bancario aprendo degli interrogativi sulla gestione della documentazione contrattuale che va conservata quindi per oltre 10 anni. Inoltre tale decisione fa eco sui risparmiatori italiani i quali potrebbero quindi ottenere il risarcimento anche dopo i dieci anni. A condizione però che si sia in grado di dimostrare di avere avuto consapevolezza del danno in un momento successivo alla sottoscrizione dell’investimento.