La Tari è la Tassa sui Rifiuti che va pagata sulla prima casa, ma anche sulla seconda: tuttavia, in caso di determinati requisiti si può ottenere una riduzione significativa sugli importi da saldare.
Acronimo di Tassa sui Rifiuti, la TARI è un’imposta volta a finanziare i costi dettati dallo smaltimento dei rifiuti e dai servizi della loro raccolta. Introdotta nel 2014 per sostituire il TARES (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi) e la TIA (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), la TARI è stata soggetta a diversi cambiamenti e variazioni.
Per quanto riguarda il pagamento, la TARI spetta a chi detiene a qualsiasi titolo locali oppure aree scoperte soggette alla produzione di rifiuti urbani. La tassa spetta ai proprietari di immobili e in caso di locazione agli inquilini che abbiamo un contratto superiore ai 6 mesi. Se è inferiore il suo pagamento spetta invece all’affittuario.
Sono i comuni a determinare le tariffe della TARI, che dovrebbe essere pagata in merito all’effettiva produzione dei rifiuti in un determinato locale. Ma di fatto in molte zone il suo importo viene calcolato in base al numero di abitanti e alla metratura della casa, a prescindere che i rifiuti vengano prodotti o meno.
Per ovviare a questa situazione in alcune parti d’Italia sono stati messi in atto sistemi sperimentali, che però non hanno avuto ancora un impatto reale sull’importo effettivo della tassa. Per esempio sono stati posti dei bidoni speciali con cui rilevare il peso dei rifiuti gettati e abbinati a una tessera per ciascun contribuente. In altre zone si tiene invece conto di ogni quanto vengono svuotati i bidoni in relazione a uno specifico immobile.
Per quanto riguarda le case destinate per le vacanze, usate quindi per un tempo limitato e per buona parte dell’anno sfitte, in molti comuni la TARI si paga comunque e per intero. Infatti, questo tipo di immobili sono considerati seconda casa e comportano il pagamento per intero dei rifiuti. Ma non è sempre così.
Esistono casi in cui è stata applicata una riduzione sulla TARI, anche del 30%, per le seconde case, ma solo in presenza di determinati requisiti, mettendo in atto il principio secondo il quale “chi inquina paga”, che si basa sul concetto di come non sia giusto che chi non risiede in una casa per molto tempo durante l’anno debba pagare comunque per rifiuti che di fatto non ha generato.
In particolare, per ottenere una riduzione della TARI sulla seconda casa destinata alle vacanze è necessario dimostrare come nessuno viva nell’immobile e che questo sia usato solo per pochi periodi dell’anno.
Per essere invece totalmente esenti dal pagamento della TARI l’immobile deve essere sfitto oppure disabitato, dovendo dimostrare come non sia arredato e che non sono attive le utenze quali acqua, gas e luce.
È passata una sentenza storica, che vieta le preghiere di massa nei centri islamici e…
Sta circolando nelle ultime settimane “la truffa del doppio Spid”, pericoloso raggiro che prende di…
Mio figlio si fa male a scuola e la mia domanda è questa: posso chiedere…
È stato sbloccato il bonus animali domestici che consentirà ai proprietari di ricevere un contributo…
Vuoi dare un tocco originale alla tua casa e stupire così tutti gli ospiti? Corri…
Quando si spengono i termosifoni? Stiamo per dire addio al riscaldamento: le date esatte per…