Molti pensionati potrebbero ricevere una pensione più bassa ad aprile, alcuni potrebbero anche non avere nulla: la situazione attuale.
Molti pensionati, a partire dal 1° aprile, si troveranno con un importo molto più basso sul proprio assegno mensile. In alcuni casi, la cifra potrebbe addirittura essere azzerata.
Non si tratta di un errore o di un disguido momentaneo, ma dell’effetto dei conguagli fiscali che l’INPS sta applicando in questo periodo.
All’inizio di ogni anno l’INPS, come previsto dalla normativa, procede a verificare se le tasse trattenute nei mesi precedenti siano state calcolate correttamente.
Se l’importo versato in anticipo dall’ente risulta più basso di quanto realmente dovuto, l’INPS recupera la differenza sulle mensilità successive.
Questo processo di rettifica prende il nome di “conguaglio Irpef” e serve a correggere eventuali errori nei calcoli dell’imposta sul reddito.
L’effetto di questa procedura può essere devastante: in caso di debiti fiscali elevati, la pensione mensile viene ridotta sensibilmente, fino anche ad arrivare a zero euro.
Nel caso in cui il debito fiscale superi l’importo della pensione mensile, l’INPS ha il diritto di trattenere l’intero assegno per coprire la somma dovuta.
Questo significa che il cedolino può risultare a zero: nessun accredito sul conto per quel mese.
In pratica, se negli anni precedenti sono stati versati meno contributi o sono stati commessi errori nei calcoli fiscali, il pensionato si trova a dover restituire la differenza tutta in una volta, o nel giro di poche mensilità. E a volte non c’è nessun preavviso che spieghi chiaramente cosa sta succedendo.
Chi riceve una pensione dovrebbe controllare regolarmente il proprio cedolino tramite il sito dell’INPS. È lì che compaiono tutte le voci relative all’importo lordo, alle trattenute fiscali e all’importo netto accreditato.
In caso di dubbi o variazioni improvvise, è importante rivolgersi al servizio di assistenza dell’INPS.
Se la trattenuta risulta troppo alta e non ci sono spiegazioni chiare, è possibile inviare un reclamo formale o rivolgersi a un patronato per avere supporto. L’INPS ha tempo fino a 15 giorni per rispondere.
Nel momento in cui ci si accorge di un taglio importante sulla pensione, è fondamentale agire subito. Oltre alla richiesta di chiarimenti, si può valutare la possibilità di presentare una domanda per rateizzare il debito, se previsto. Questo potrebbe evitare l’azzeramento dell’assegno e permettere un pagamento graduale dell’importo dovuto all’INPS.
Nel frattempo, è importante restare informati perché non si tratta di un caso isolato. Molti pensionati stanno ricevendo pensioni più povere proprio a causa di questi conguagli. Meglio saperlo prima di trovarsi impreparati davanti a un accredito molto più basso del solito.
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