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“Pezzotto” e pirateria tv: abbonati stanno per ricevere multe da 750€

Published by
Emanuela Toparelli

In previsione multe da 750€ per gli abbonati ai siti pirata. Cresce il numero dei controlli in relazione a chi scarica dal web contenuti illeciti. 

Fenomeno che dilaga nel mondo del web già da decenni e che, negli ultimi anni, ha visto un incremento notevole: la pirateria consente con facilità di accedere a contenuti protetti da copyright aggirando normative, diritti e vincoli e accedendo ai contenuti in streaming in maniera del tutto illegale.

Multe per gli abbonati al “pezzotto” (Giustizia.lazio.it)

Con l’evoluzione della tecnologia e la sua diffusione nella quotidianità di ciascuno di noi, accedere a piattaforme come il “pezzotto“, che si appoggiano a sistemi di IPTV illegali, è diventato semplice e veloce. E’ quasi alla portata di tutti bypassare i vincoli di pagamento delle piattaforme ufficiali e prendere visione di canali normalmente a pagamento, eventi sportivi, contenuti in prima visione.

Multe salate per gli abbonati ai sistemi IPTV

Gli utenti che usufruiscono di queste “scorciatoie” per aggirare gli obblighi di pagamento, non sanno di essere al centro del mirino di controlli severi incrementati negli ultimi tempi per abbattere il fenomeno dannoso della pirateria. Utilizzare questi servizi rende punibili con sanzioni importanti perché l’azione compiuta è riconosciuta come reato.

Questa volta, il colpo delle autorità non sarà rivolto solamente ai distributori di tali servizi ma anche a coloro che ne fanno uso. Proprio nei prossimi giorni gli utenti più “furbi” inizieranno a ricevere multe salate: il loro operato è stato tracciato grazie all’uso di sofisticati sistemi informatici che identificano chi commette il reato e consentono di poter procedere legalmente.

750€ di multa in arrivo se hai guardato questi siti (Giustizia.lazio.it)

Inoltre, molti ignorano che guardare contenuti tramite siti web pirata non comporta solo una violazione etica ma espone anche a pericoli informatici quali furti di dati personali e truffe di denaro. Sono in molti ad aver lamentato di essere rimasti vittime di raggiri, tuttavia chi si abbona a tali piattaforme deve essere ben consapevole di non aver diritto ad alcuna forma di garanzia in fatto di sicurezza. Non mancano malware o tentativi di phishing in agguato, con l’unico obiettivo di compromettere i dispositivi degli utenti ed accedere a dati personali sensibili.

Lotta alla pirateria, scoperte 13.000 persone che saranno multate

Purtroppo, il Bel Paese vanta numeri record in fatto di pirateria. E’ innegabile che le piattaforme di streaming legali aumentino costantemente i prezzi degli abbonamenti, finendo per diventare proibitive per molte persone o famiglie che non guadagnano cifre tali da garantire uno stile di vita “sereno”. E’ probabilmente questo il motivo che ha spinto diverse migliaia di utenti ad affidarsi alle versioni pirata per prendere visione dei contenuti, pagando abbonamenti mensili dagli importi pressoché ridicoli.

Questa tendenza ha comportato perdite di miliardi di euro per i broadcaster e gli operatori del settore. Ecco che le autorità sono state chiamate ad intervenire con urgenza per porre fine al danno economico importante derivato dalla vendita illegale dei servizi di intrattenimento.

Siti web pirata, stretta sui controlli e identificati gli utenti (Giustizia.lazio.it)

Proprio di recente, il Governo ha emanato una nuova normativa: al centro del mirino si sono ritrovate 13.000 persone abbonate a servizi pirata, le quali sono state identificate e stanno per ricevere una multa da 750€. L’emendamento 65A, votato a febbraio 2025 in Grecia ha addirittura reso illegale installare o possedere un software che consente di accedere ai dati IPTV. Significa che basterà il solo possesso dell’applicazione (anche se i contenuti effettivamente non vengono visualizzati) per incappare in reati amministrativi. In caso di recidiva, inoltre, la multa sale a 1500€.

Italia, il destino della pirateria

Molti servizi hanno visto una sospensione nelle ultime settimane. L’algoritmo sfruttato a tal proposito ha identificato chi ha usufruito del cosiddetto “pezzotto” e le decisioni governative sono al centro di test che interessano l’intero territorio dell’Unione Europea.

Emanuela Toparelli

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