Anche i conti correnti dei propri familiari possono essere soggetti a controlli fiscali: in quali casi si può verificare questa eventualità.
Ti è mai capitato di pensare: “E se l’Agenzia delle Entrate iniziasse a controllare anche i conti dei miei genitori o di mio fratello?”. È una domanda che in molti si pongono, soprattutto quando ci sono movimenti bancari importanti e qualcuno teme che possano essere fraintesi.

La verità è che, il Fisco può guardare anche i conti intestati ai tuoi familiari. Ma non lo può fare in automatico e senza un motivo valido.
Come e quando il Fisco può controllare i conti correnti e i movimenti dei tuoi familiari
Prima di addentrarci nei dettagli, bisogna puntualizzare che: l’Agenzia delle Entrate può controllare un conto non tuo solo se dimostra che, anche se non sei tu il titolare ufficiale, in realtà quel conto lo usi tu.
Questo è il principio fondamentale del controllo del Fisco: non basta che il conto sia intestato ad un familiare, come tuo padre, tua sorella o tuo cugino, devono esserci indizi forti che mostrano che tu ne hai la disponibilità concreta.

Per esempio, ci sono alcuni casi in cui il Fisco può insospettirsi e dedurre che sei tu che usi il conto, anche se intestato ad un’altra persona della tua famiglia:
- Se hai la delega e fai operazioni su quel conto.
- Se ci versi regolarmente denaro senza una ragione chiara.
- Se il titolare ufficiale ha pochissimo reddito ma sul conto ci sono movimenti importanti.
- Se usi quel conto come se fosse tuo, magari per gestire la tua attività.
In questi casi, anche se formalmente non sei l’intestatario, il Fisco può collegarti a quel conto e verificare se ci sono soldi non dichiarati.
Un caso reale portato in Cassazione
Un caso recente ha chiarito ancora meglio la situazione. L’Agenzia aveva contestato dei redditi non dichiarati ad un agente immobiliare, basandosi su quello che succedeva sui conti correnti della sorella, del cognato e dei nipoti.
Il punto è che l’uomo aveva la delega su quei conti, ma la Cassazione ha detto che non basta. Prima di fare accuse, l’Agenzia deve dimostrare che quei soldi erano effettivamente suoi, anche se non risultava il titolare. In pratica, non ci si può basare solo su presunzioni, ci vogliono delle prove concrete.
Il Fisco può sempre controllare i conti dei parenti?
Se il conto è di un tuo familiare, ma tu non lo utilizzi, non ci versi soldi e non hai deleghe o legami particolari con le operazioni che avvengono lì, l’Agenzia non può attribuire quei soldi a te.
Per farlo, deve prima dimostrare che il conto, anche se non è intestato a te, è sotto il tuo controllo. Solo dopo, può considerare quei movimenti come potenziali redditi non dichiarati.

Il Fisco non può agire solo per “intuizione” o perché c’è un legame familiare. Servono fatti concreti. E se manca la prova che quei soldi sono tuoi, anche se arrivano da un conto di famiglia, non possono farti nessuna contestazione. Non è l’intestazione formale di un conto corrente che conta, conta chi realmente usa quel conto e come lo usa.